G20 Roma: Il Principe Carlo lancia il passaporto digitale per la moda green

G20

Un passaporto digitale per una moda green. La proposta del Principe Carlo al G20 di Roma.

Al G20 di Roma, il Principe Carlo, ha lanciato un’iniziativa nell’ambito della ‘Fashion Taskforce’: il passaporto digitale per una moda green. 

La sessione è voluta proprio dallo stesso erede al trono britannico al fine di esplorare, studiare e proporre, un percorso più sostenibile per la moda. Uno tra i settori industriali più inquinanti. Un certificato digitale che racconta la storia di ogni capo di abbigliamento e ne permette la tracciabilità. Inoltre, il passaporto digitale, risponde al “diritto delle persone di sapere se ciò che comprano è creato in modo sostenibile”. 

I dettagli sono presenti in questo articolo su Fashion Network, selezionato per il blog di Faire Hub.

La Fashion Taskforce al G20

L’evento si è tenuto nei giardini della Villa Wolkonski – la residenza dell’ambasciatore britannico a Roma – con i responsabili delle maggiori aziende della moda. Durante l’incontro è stato presentato il Digital ID, un vero e proprio passaporto digitale che accompagna ogni capo, portando con sé tutte le informazioni necessarie ad allungarne il ciclo vitale. 

Le persone hanno il diritto di sapere se ciò che comprano è creato in modo sostenibile e abbiamo la responsabilità di dirglielo, perché crediamo veramente nei principi condivisi di trasparenza, responsabilità e applicazione“, ha detto il Principe Carlo parlando prima dell’evento. “La moda è uno dei settori più inquinanti del mondo, ma questo nuovo Digital Id mostra come il business sia impegnato in un cambiamento significativo e misurabile: fornire ai clienti le informazioni di cui hanno bisogno per fare scelte più pulite, sane e sostenibili. Dimostra che il business non si limita a parlare di questi problemi, ma che è passato all’azione“.

Il Principe Carlo per una svolta industriale nel settore moda

Il Principe Carlo – su invito del presidente del Consiglio Mario Draghi – è intervenuto nella seconda e conclusiva giornata del G20. Ha portato la propria testimonianza di decenni di impegno per l’ambiente e contro i cambiamenti climatici.

 E davanti ai grandi della Terra ha lanciato il suo appello in favore della tutela ambientale. 

Così, adesso, vuole guidare una svolta industriale anche nel settore della moda – che è tra i più inquinanti – lanciando un’iniziativa che mette insieme richieste mature di mercato con la necessità di cambiare la cultura del consumo.

Per questo ha fondato la Fashion Taskforce (nell’ambito della sua Smi, Sustainable Markets Initiative), ha chiamato l’olimpo della moda, si è affidato a chi l’innovazione ce l’ha nel Dna e, nella consapevolezza, che i cambiamenti si fanno un passo alla volta, ha chiesto di portare idee e realizzarle.

L’ultima, in ordine di tempo, è il Passaporto Digitale (Digital Id). Una rivoluzionaria tecnologia che utilizza i dati per informare i clienti delle credenziali di sostenibilità dei loro acquisti e facilitarne il processo di circolarità.

L’obiettivo del Passaporto Digitale è quello di fornire informazioni su come i prodotti sono progettati, fabbricati e distribuiti. E quindi, mettere in grado il consumatore, di fare scelte di acquisto più sostenibili. Allo stesso tempo, grazie alla tracciabilità, si mira ad estendere la longevità dei prodotti e consentire ai marchi di scalare modelli di business circolari.

Prospettive future nel settore moda

La Fashion Taskforce è presieduta da Federico Marchetti, che ha già lasciato il segno fondando Yoox Net-a-porter Group, ovvero dando vita, vent’anni fa, all’e-commerce del lusso.

E allora a villa Wolkonsky la Taskforce – cui partecipa l’olimpo della moda, da Armani a Cucinelli, da Mulberry e Chloè e Stella McCartney – ha portato al Principe Carlo il frutto di sei mesi di lavoro, con un tour nel giardino della villa fra i capi realizzati con il loro passaporto.

“La moda, con il Digital ID, non si limita più a parlare di questi problemi, ma è passata all’azione”, conclude il Principe Carlo.

Per la lettura integrale dell’articolo, cliccare a questo link.

Recommended Posts